WEBOUT.ORG

fuori dal web

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home > Web-out > La barca a vela > Conoscenze di base: gli elementi principali

Conoscenze di base: gli elementi principali

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Conoscenze di base: gli elementi principali

Vediamo in sintesi come è fatta un'imbarcazione a vela, descrivendo quali sono le parti principali di un'ipotetica barca-modello di piccole dimensioni, con un solo albero e velatura Marconi.

La barca è formata innanzitutto da uno scafo, dall'albero e dalle vele: la randa e il fiocco. La parte dello scafo, al di sotto della linea di galleggiamento si chiama opera viva o carena. La parte al di sopra è detta opera morta o bordo libero.
La parte davanti della barca si chiama la prua, quella dietro poppa. La coperta è la parte superiore, e il pozzetto è la zona dove normalmente sta l'equipaggio.
Ha un organo di governo, il timone, e una deriva, infilata nella cassa di deriva.
L'albero di una barca è sostenuto da manovre fisse (una manovra è, genericamente, un cavo): le sartie (alte e basse), lo strallo di prua e lo strallo di poppa o paterazzo. All'albero sono fissate le crocette e il boma, al quale è fissata la randa. Lo snodo che collega il boma all'albero si chiama trozza. L'estremità libera del boma è detta varea. Tutti i cavi che servono a muovere qualcosa si chiamano, invece, manovre correnti: abbiamo quindi le drizze per alzare ed anunainare le vele, le scotte per regolarle e il vang per impedire che il boma si alzi. Ogni vela ha le sue scotte: le scotte del fiocco partono direttamente dalla vela; la randa, invece, ha un paranco fissato al boma e al pozzetto, dove, in alcuni casi, scorre su una rotaia detta trasto. Su barche di una certa dimensione, per sollevare il boma si usa l'amantiglio, una manovra che va dalla testa dell'albero alla varea del boma stesso. Ci sono infine due manovre correnti per alzare ed abbassare il tangone: il carica­alto o amantiglio e il caricabasso.

Vele
Ogni vela ha un punto di drizza o penna, un punto di mura e un punto di scotta.
Il punto di drizza è l'angolo superiore al quale viene fissata la drizza.  Il punto di mura è l'angolo prodiero della vela che viene fissato alla barca. Il punto di scotta è l'angolo libero della vela, al quale viene fissata la scotta (il caso della randa con il boma è un po' diverso, ma il concetto non cambia). I tre lati della vela si chiamano, base, bordo d'inferitura (la caduta prodiera) e la balugina (la caduta poppiera). La randa, rinforzata sul bordo d'inferitura dalla ralinga, può essere inferita nella cabaletta dell'albero mediante la ralinga stessa oppure mediante i canestrelli. Il fiocco può essere inferito nello strallo - cavo oppure ingarrocciato allo strallo con i garrocci. Gli angoli delle vele sono rinforzati e provvisti d'anelli, le bugne o bancarelle, ai quali si fissano le varie manovre. Le vele vengono rese più rigide dalle stecche, infilate nelle punto di mura apposite tasche. (fig. 1)

Timone
Abbiamo visto che la barca si governa con il timone. Il timone è formato dalla pala e dalla barra (o dalla ruota, su barche più grandi), che può avere una prolunga snodabile: lo stick. Il timone è incernierato allo specchio di poppa con gli agugliotti e le femminelle. Per concludere, ecco una carrellata di terminologia marinaresca: la barca si ormeggia con cime d'ormeggio, una cima sottile è una sagola, si dà volta su una galloccia oppure su una bitta, si fa un paranco con dei bozze li, le scotte vengono bloccate negli strozzascotte, le vele si mettono a segno e le scotte si cazzano e si lascano.

[Per leggere le altre sezioni devi logarti]

Comments

Please login to post comments or replies.